GLAMOUR ROSSO

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b0021_contentNon esistono donne brutte, ma solo donne pigre

Helena Rubinstein

 

 

 

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Breve storia della più femminile delle dipendenze. Che colpisce tutte. Con alcuni piccoli suggerimenti per l’uso.

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Lettera blob quando una donna ha il rossetto giusto, non ha tutto ma può iniziare ad avere molto.

Lo diceva Coco Chanel che non usciva mai senza una punta di rosso carminio, personalizzata ogni mattina dal suo truccatore (tre strati di nuance diverse). Come lei milioni di altre hanno attribuito a un pò di cera pigmento  e olio (beh, adesso le formule sono più complicate) un potere assoluto. “Gli anni di “fissazioni orali” sembrano aver trovato un partner comprensivo nel rossetto: è la mia droga” sostiene Jessica Pallingston, autrice di Lipstick (Saint Martin’s Press) che nella scrittura ha sublimato la sua addiction per condividerla in un gineceo di “Rossettiste Anonime”.

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A loro si sarebbe potuta unire Sarah Bernhardt: nell’attesa di sedersi a un tavolo da Maxim’s, dalla sua pochette sbucò un colore porpora che lei con sfida si passò sulle labbra, in pubblico. Audace, perchè il gesto era stato fino ad allora riservato alla toilette. Dopo di lei divenne stile, un atteggiamentoda coquette abusato per evitare conversazioni o attirare gli sguardi.

Eva contro Eva: Bette Davis bisticciava con i truccatori che non le allargavano a sufficienza gli angoli della bocca, mentre Joan Crawford insisteva personalmente su un contorno più disegnato dell’altro per migliorare, con una curva tonda, un viso troppo spigoloso per i suoi anni.

Qualche decade dopo: Audrey Hepburn rifiutava il rossetto scuro per non trasformare la bocca sottile in una riga, e Raquel Welch equilibrava le sue curve con un rossetto rosa-caramellato. Tonalità naturali, neutre o baby, simili a quelle di oggi che però sono lucide e non mat.

 

GLAMOUR ROSSO Mae West (istruzioni per l'uso)

GLAMOUR ROSSO Mae West (istruzioni per l’uso)

Problematiche per chi non ha labbra da Mae West (quelle che ispirarono il famoso divano di Dalì).

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ISTRUZIONI PER L’USO: un pò di colore al centro, gloss a go go e angoli della bocca celati da un velo di pallido fondotinta. un trucco estetico già conosciuto nel seicento, evocatore di cortigiane francesi e geishe giapponesi che “coprendosi” di cipria, focalizzavano tutta l’attenzione su quel punto rosso, carnoso e accattivante (Freud avrebbe molto da dire).

 

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PARLARE DI TECNICHE?

Ognuna trovi la sua. Tentativi ed errori o suggerimenti dei truccatori che però si sottraggono: massima libertà dicono. Complice disciplinante è la texture. sempre morbida quella dei rossetti-trattamento con vitamine e principi attivi “rimpolpanti” e dei gloss iper-pigmentati dai sapori golosi e la brillantezza leggera ( glow-luminoso non glue-colla), a lunga tenuta. pennellini, spugnette? Meglio ancora le dita.

 

Spunto Post: articolo tratto da rivista femminile

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P.S. Voglio scusarmi con le signore o le ragazze che mi hanno scritto in post precedenti. Mi avranno preso per maleducata. Purtroppo ho un problema con la mail. Appena sistemata (non so quando. Il tecnico non riesce a risolvermi il problema) vi risponderò subito.belle

GLAMOUR ROSSOultima modifica: 2016-11-18T10:32:27+00:00da belle631
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