REMEMBER PICCOLA RECENSIONE La crudele realtà è nascosta dalla malattia

Peova Cinema CINEMA/TV

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Mary PickfordSarebbe stato più logico se il cinema muto si fosse evoluto dal sonoro invece che il contrario.

Mary Pickford

 

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La crudele realtà è nascosta dalla malattia

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Lettera blob con un’amica, dopo sua particolare insistenza ieri sera sono andata al cinema. La scelta è caduta su “Remember”, consigliato da comuni amiche, non spiegandoci però né trama, né cosa trattasse. Completamente all’oscuro siamo andate alla multisala, dove era in programmazione. Alla fine della proiezione eravamo scioccate e sconvolte allo stesso tempo Il finale ci aveva sorpreso completamente lasciandoci esterrefatte. Ritornando verso casa, continuavamo a parlarne con enfasi e pari concitazione.

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TRAMA

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Zev è un anziano ebreo affetto da demenza senile che vive in un ospizio insieme al suo amico Max. A seguito della morte della moglie Ruth, Zev è incaricato da Max di eseguire gli ordini scritti in una lettera. Egli infatti, aveva promesso a Max, l’amico Simon e a se stesso di uccidere l’uomo che aveva sterminato le loro famiglie ad Aushwitz, tale Otto Vallish che vive in America sotto il falso nome di Rudy Kurlander. Nella lettera sono ben quattro gli uomini con questo nome.

Zev scappa dall’ospizio e mentre il figlio inizia le disperate ricerche, incontra il primo Rudy. Egli rivela di essere stato un nazista, ma gli dimostra tramite alcune foto, di essere stato in Africa e non ad Aushwitz.

Si dirige allora dal secondo Rudy, che vive in un ospizio in Canada. Dopo un fraintendimento, Zev vede un tatuaggio numerico sul braccio e viene a sapere che anche l’uomo fu ad Aushwitz, ma come prigioniero, giacché omosessuale. Dopo aver chiesto perdono, ricomincia la ricerca.

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Tornato negli Stati Uniti, si dirige a casa del terzo Rudy. Lì scopre che l’uomo è morto ma è comunque invitato dal figlio John a entrare. Zev scopre che sia padre sia figlio sono due ferventi nazisti, ma il padre non è mai stato ad Aushwitz perché non abilitato per fare il militare. Rudy era un semplice cuoco. Tuttavia John riesce a vedere il tatuaggio di Zev e comincia a minacciarlo, scagliandogli contro il pastore tedesco Eva. Impaurito, per difendersi l’uomo, uccide prima il cane poi John.

Le condizioni fisiche e mentali di Zev peggiorano. Dopo un lieve incidente e una breve permanenza in ospedale, riparte ma commette l’errore di utilizzare la carta di credito, tramite la quale il figlio scopre che si trova in Nevada.

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L’anziano si dirige dal quarto Rudy? L’uomo è stranamente cordiale con lui, ma quando la rabbia di Zev aumenta, impugna la pistola e lo minaccia. Giungono sulla scena anche la figlia e la nipote di Rudy e il figlio di Zev. Intimando di sparare alla nipote, Zev obbliga Rudy a dire la verità. Rudy ammette di essere stato un nazista e di essere stato ad Aushwitz, ma quando Zev gli ordina di dire il suo nome, Rudy rivela una sconcertante verità: non è lui Otto Vallish. Otto Vallish… è lo stesso Zev, il quale a causa della demenza senile lo aveva dimenticato. Zev ricorda allora il suo passato e sconvolto prima uccide il vecchio amico e poi si spara alla tempia.

Nell’ospizio, Max dopo aver sentito la notizia in Tv, rivela davanti a tutti gli altri ospiti di aver sempre saputo la verità: il suo era un piano per vendicarsi degli uomini che avevano sterminato la sua famiglia.

 

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Impressioni

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Il film è molto ben impostato con sequenze thriller e originali riprese, che suscitano nello spettatore un senso di continua suspance.

Il tema trattato porta il pubblico a una continua serie di riflessioni educandolo a non generalizzare, ma a una partecipazione attiva e a un continuo ragionamento. Bastano, infatti, poche sequenze per portare lo spettatore a immedesimarsi in Zev e nei sopravvissuti alla Shoà. Il vapore di una doccia, le urla di un poliziotto ubriaco, il ringhiare di un cane o il lancinante suono di una sirena sono precisi flashback che ci riportano tutti a quegli anni bui.

Le varie tipologie di personaggi che Zev incontra durante il suo viaggio, sono lo specchio di un’America forse un po’ nascosta dai media, ma totalmente attuale e ben radicata. In particolare John, rispecchia quella parte puritana, ma al contempo razzista, che spesso è lasciata passare sotto un colpevole silenzio.

La demenza di Zev, ci pone davanti al continuo progredire della nostra vita e sembra dire allo spettatore “Carpe Die”, cogli l’attimo, non sai mai cosa ti potrà succedere.

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Tutto potrebbe divenire nebuloso e nascosto nei meandri della nostra mente, come il caso del protagonista.

L’inatteso finale lascia gli spettatori sorpresi e scioccati, consegnando a tutti noi un senso d’impotenza di fronte a quello che una malattia può fare? Zev non ricorda nulla, anzi da carnefice la sua mente lo proietta a vittima, per poi scoprire l’insostenibile realtà. Capisce in un piccolo frangente di lucidità quello che era realmente e non vede altra soluzione che uccidere e uccidersi per espiare le sue abnormi colpe.

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.S. Voglio scusarmi con le signore o le ragazze che mi hanno scritto in post precedenti. Mi avranno preso per maleducata. Purtroppo ho un problema con la mail. Appena sistemata (non so quando. Il tecnico non riesce a risolvermi il problema) vi risponderò subito.belle

 

REMEMBER PICCOLA RECENSIONE La crudele realtà è nascosta dalla malattiaultima modifica: 2016-06-22T15:40:49+00:00da belle631
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